Il piano di volo della TUA Azienda..

Nuovo Hai già predisposto il “piano di volo 2021” della tua Azienda?

E’ una domanda che ho rivolto ieri ad un imprenditore.

Dopo un iniziale smarrimento, la risposta che ho ricevuto è stata poco convincente.

Eppure, questo documento è ormai assolutamente indispensabile per una corretta pianificazione strategica e per gestione attenta della nostra azienda.

E’ ciò che fa la differenza tra un’azienda che “tira a campare” e un’altra che macina risultati positivi senza se e senza ma…


La ragione è ben precisa: il solo documento sul passato non basta più… Il piano di volo è la rappresentazione futura della tua azienda



Hai mai sentito parlare di Business plan?

Nuovo La maggior parte delle PMI ritiene che questo documento sia necessario solo ed esclusivamente per chiedere finanziamenti.
Io sostengo che il business plan rappresenti il 
NAVIGATORE della nostra azienda.

Se redatto in modo serio può trasformarsi in uno strumento di pianificazione, strategia e controllo (budget annuale, mensile, forecast…)

Ogni azienda dovrebbe avere le idee molto chiare su dove vuole andare.


E, questa chiarezza di idee, diventa ancora più importante se il nostro interlocutore è una Banca.



Il business plan serve per negoziare con un una banca?

Sappiamo che per andare in banca è necessario rispettare almeno 3 regole fondamentali:
1) Il bilancio deve essere in ordine (infatti è il nostro bigliettino da visita,…)
2) Serve un business plan (cioè un documento SCRITTO che rappresenti il futuro dell’azienda
3) Serve parlare di flussi di cassa (sembra una cosa ovvia e scontata, ma di ovvio c’è solo che quando mi rivolgo ad una banca è abbastanza chiaro che mi servono soldi, ma non è chiaro il perché mi servono..)

Tenete però bene a mente una cosa importante. Il business plan non può essere un ciclostile, cioè il solito documento composto da 3 fogli excel, pieno di numeri incomprensibili, nel quale si prevede un aumento di fatturato del 10/15/20% annuo.

Non ditemi che non è così…
Ne vedo almeno 9 su 10 fatti così. E posso garantirti che sono veramente osceni, per non dire altro..
Dobbiamo prendere atto, che ci sono REGOLE ben precise per “confezionare” un Business plan.

Se non rispetti queste regole hai buone possibilità di fare FLOP, con tutte le conseguenze del caso.
E tu le conosci queste regole?

Se ti facessi queste domande sapresti rispondermi?

Se oggi ci incontrassimo e ti facessi queste domande, sapresti rispondermi?

Serve il business plan?

A cosa serve?

A chi serve?

Qual è l’obiettivo del business plan?

Chi lo redige il business plan?

Cosa scrivo nel business plan? Quali i contenuti?

Come si scrive un business plan?

Chi sono i tuoi clienti?

Mi fermo qui. Già avere le idee chiare su queste domande è un buon passo in avanti..


A questo punto hai 2 strade:

A) puoi leggere su qualche libro come si fa un business plan (..buona fortuna!!) e usare dei fogli excel pre-confezionati che trovi su internet (….Ri-buona fortuna!!)

B) puoi informarti per capire seriamente come si struttura, cosa si scrive, chi lo scrive, ..


Nel caso A), decreti il fallimento della tua Azienda, della tua Idea, del tuo Progetto…

Nel caso B) percorrerai sicuramente la strada più impegnativa, ma certamente quella corretta


A te la scelta.

Se vuoi approfondire, contattami


Fare Azienda NON E’ UN GIOCO

Autore: Alfonso Paura 9 dicembre 2025
Recentemente ho letto l'interessante articolo del Prof Enrico Maria Cervellati pubblicato su Wall Street Italia “Chi sa fa, chi non sa insegna”, ( https://emc3solution.it/news/chi-sa-fa-chi-non-sa-insegna/ ) in cui si affronta un dubbio fondamentale sull'educazione finanziaria : perché, nonostante se ne parli tanto, i comportamenti finanziari delle persone non cambiano? La risposta, all’apparenza semplice, merita qualche riflessione. Oggi il termine “educazione finanziaria” è abusato. Molti sono convinti di erogare #educazionefinanziaria ma in realtà propongono esclusivamente alfabetizzazione. Ci mancherebbe, non è un male, ma da sola non basta.
Autore: Alfonso Paura 6 dicembre 2025
Se domani perdessi il lavoro, per quanti mesi potresti sopravvivere senza stress?
Autore: Alfonso Paura 3 dicembre 2025
Il falso mito del risparmio per il "non si sa mai" Risparmiare è fondamentale, ma… con una strategia Alla domanda “ perché risparmi? ”, molti rispondono “ …non si sa mai! ” Ma cosa diavolo vuol dire “non si sa mai”. Me lo sono sempre chiesto ma non ho mai trovato una risposta convincente. 🤔 Se hai una spiegazione condividimela. Per carità ognuno di noi ha la propria motivazione, ci mancherebbe. Non sono qui a giudicare nessuno. Tuttavia, l'idea di "mettere da parte i soldi per il non si sa mai" personalmente faccio fatica a digerirla. Molto spesso si confonde il “non si sa mai” con il “non so bene cosa voglio e perché”. Tradotto: risparmiare senza un obiettivo chiaro, senza una strategia e, soprattutto lasciando i soldi fermi sul conto corrente  può limitare la crescita del tuo patrimonio e, in alcuni casi, farti perdere denaro.
Autore: Alfonso Paura 29 novembre 2025
Alcune volte parlare di soldi in famiglia è proprio un tabù. Non lo dico io, ma lo confessano i tanti clienti che incontro. E non solo… Nell’ultima esperienza del percorso di educazione finanziaria in un liceo di Bologna, ho rivolto ai tantissimi studenti questa domanda: “ ma in famiglia parlate di soldi, risparmio, pianificazione,…?" La risposta della maggior parte di loro è stata “NO”. Allora mi è venuto spontaneo pormi 2 domande: 1) “tenere lontani” i ragazzi dai discorsi di economia familiare è davvero utile per il loro futuro? 2) facendo così, non è che si corre il rischio di privarli di quella consapevolezza necessaria per crescere come adulti un po' meno “ignoranti finanziari”? La capacità di gestire le proprie finanze non è una dote innata. Si impara nel lungo percorso della nostra vita. Questo fa la grande differenza Parlare di soldi in famiglia è spesso visto come un argomento spinoso, da evitare o rimandare. Che si tratti di definire un budget, affrontare spese impreviste o pianificare obiettivi a lungo termine, molte famiglie preferiscono non affrontare il tema per paura di creare tensioni, per imbarazzo o semplicemente per una mancanza di abitudine.