Il Fintech sarà davvero il futuro per Imprese e Banche??

Che le imprese fanno fatica ad ottenere credito dalle banche non è una novità. Ma non è ormai più una novità neanche la necessità delle imprese di guardare a canali alternativi per finanziarsi.


Soprattutto gli ultimi 2 anni hanno rappresentato un profondo cambiamento per il settore finanziario.

E i numeri ci confermano questo scenario:

  • negli ultimi dieci anni nel nostro Paese sono "spariti" più di 10.000 sportelli bancari e ci sono meno dipendenti. Nel 2010 gli sportelli bancari in Italia erano 34.036, dieci anni dopo il numero è sceso a 24.321, un calo del 30%. (dati Banca d’Italia di fine 2020)
  • nel 2021, grazie al fintech, sono stati erogati alle Pmi e startup italiane circa 3,6 miliardi di euro facendo segnare un +150% rispetto al 2020 (2,3 mld) e un +240% rispetto al 2019 (1,5 mld)


Ma cos'è il Fintech?

Il termine Fintech è il connubio di due termini "Finance" (Fin) e "Technology" (Tech).

Con questo termine si identifica, quindi, l'innovazione finanziaria agevolata e resa possibile dall'innovazione tecnologica, e questo si traduce nella nascita di nuovi operatori di mercato e nella possibilità di utilizzare nuovi modelli di business, processi o prodotti.


Quali sono i vantaggi del Fintech?

Possiamo sintetizzarli così:

  1. semplicità: la documentazione da presentare per accedere a queste offerte è molto snella
  2. velocità: si possono ottenere tempi di delibera molto rapidi e diponibilità delle somme nel giro di pochi giorni
  3. flessibilità: si riescono a soddisfare numerose esigenze dei clienti
  4. 

Quale sarà allora l'impatto futuro del Fintech su Aziende e Banche?

A mio parere, con l’avvento delle realtà Fintech, si apre un nuovo modus operandi dei vari player del settore e ognuno di loro avrà la possibilità di integrare e sfruttare al meglio questa opportunità.


Da un lato le banche non si lasceranno di certo sfuggire questa occasione.

Anzi, alcune delle big stanno già investendo in questo settore cifre rilevanti che in alcuni caso superano anche i 100 milioni di euro.

Tante di loro utilizzano già, non solo le app, ma anche software un po' più sofisticati che utilizzano l’intelligenza artificiale e i big data.

Ed è proprio in questo nuovo contesto che le società Fintech si integrano all’interno delle banche con l’obiettivo di fargli assumere la veste di un nuovo attore per i clienti provando a limitare il rischio di perdere la relazione con loro.

Secondo un report di Temenos, gruppo svizzero quotato che lavora con 3.000 istituti e 1,2 miliardi di clienti quasi la metà (47%) dei dirigenti bancari prevede che le proprie attività evolvano nei prossimi anni in ecosistemi attraverso i quali le banche offriranno prodotti e servizi di terze parti, insieme ai propri, a clienti e ad altre organizzazioni finanziarie.


Dall’altro lato, le PMI hanno la possibilità di intraprendere nuove strade rispetto ai tradizionali canali bancari e finanziari.

In questo momento particolare, gli imprenditori si trovano a gestire:

  • esigenze di liquidità, causata in buona parte da questi anni di emergenza
  • tempistiche di risposta da parte delle banche tradizionali molto lunghe e con il rischio di ricevere una risposta negativa
  • valutazioni creditizie sempre più stringenti, anche a causa delle nuove normative europee entrate in vigore
  • relazioni con partner bancari sempre più grandi a causa delle varie fusioni in corso e molto spesso difficoltà a fissare un appuntamento con l’interlocutore per via delle regole Covid e dello smartworking


Tutto ciò favorisce lo sviluppo dei rapporti con realtà Fintech. Proprio facendo ricorso alla tecnologia le aziende potranno velocizzare l’ottenimento della liquidità necessaria per far proseguire senza interruzioni il loro business e avere qualche possibilità di abbassare i costi.


 Nuovi alleati..

In questo nuovo scenario, le aziende e le banche potranno contare su un nuovo alleato, il mediatore creditizio

Questa figura, grazie ai tanti accordi con vari partner (bancari, fintech,..), avrà sempre di più il ruolo di CONSULENTE.

Soprattutto il mediatore con esperienza sarà in grado di offrire un servizio completo alla PMI che spazia dalla analisi finanziaria aziendale, alla valutazione creditizia, alla individuazione della soluzione finanziaria più adeguata alle necessità e alle caratteristiche del business del cliente che ha di fronte.

Inoltre, il mediatore creditizio instaura con il cliente una relazione che si protrae anche nel tempo. Questo può rappresentare un vantaggio anche per altri player.


In conclusione, possiamo affermare che la rivoluzione Fintech è appena iniziata e influenzerà le nostre abitudini, non solo in ambito aziendale, ma anche in ambito personale.

Di certo le realtà Fintech non sostituiranno le banche, ma possiamo affermare che queste due player dovranno sempre di più trovare punti di contatto per lavorare in sinergia e creare soluzioni sempre più innovative da offrire ai clienti.


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Autore: Alfonso Paura 9 dicembre 2025
Recentemente ho letto l'interessante articolo del Prof Enrico Maria Cervellati pubblicato su Wall Street Italia “Chi sa fa, chi non sa insegna”, ( https://emc3solution.it/news/chi-sa-fa-chi-non-sa-insegna/ ) in cui si affronta un dubbio fondamentale sull'educazione finanziaria : perché, nonostante se ne parli tanto, i comportamenti finanziari delle persone non cambiano? La risposta, all’apparenza semplice, merita qualche riflessione. Oggi il termine “educazione finanziaria” è abusato. Molti sono convinti di erogare #educazionefinanziaria ma in realtà propongono esclusivamente alfabetizzazione. Ci mancherebbe, non è un male, ma da sola non basta.
Autore: Alfonso Paura 6 dicembre 2025
Se domani perdessi il lavoro, per quanti mesi potresti sopravvivere senza stress?
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Autore: Alfonso Paura 29 novembre 2025
Alcune volte parlare di soldi in famiglia è proprio un tabù. Non lo dico io, ma lo confessano i tanti clienti che incontro. E non solo… Nell’ultima esperienza del percorso di educazione finanziaria in un liceo di Bologna, ho rivolto ai tantissimi studenti questa domanda: “ ma in famiglia parlate di soldi, risparmio, pianificazione,…?" La risposta della maggior parte di loro è stata “NO”. Allora mi è venuto spontaneo pormi 2 domande: 1) “tenere lontani” i ragazzi dai discorsi di economia familiare è davvero utile per il loro futuro? 2) facendo così, non è che si corre il rischio di privarli di quella consapevolezza necessaria per crescere come adulti un po' meno “ignoranti finanziari”? La capacità di gestire le proprie finanze non è una dote innata. Si impara nel lungo percorso della nostra vita. Questo fa la grande differenza Parlare di soldi in famiglia è spesso visto come un argomento spinoso, da evitare o rimandare. Che si tratti di definire un budget, affrontare spese impreviste o pianificare obiettivi a lungo termine, molte famiglie preferiscono non affrontare il tema per paura di creare tensioni, per imbarazzo o semplicemente per una mancanza di abitudine.